Battistero di PadovaIl Battistero del Duomo di Padova, dipinto da Giusto De’ Menabuoi per incarico di Fina Buzzaccarina, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, signore di Padova, verso il 1370, è la massima opera del pittore fiorentino.Nello stesso secolo lavorano a Padova molti altri pittori come Giotto, Guariento, Altichiero, Avanzo e il poeta Petrarca.Nel suo ciclo pittorico, Giusto architetta una serie di storie parallele, ispirate all’Antico e al Nuovo Testamento, svolti sulle quattro pareti come sintesi sei due libri sacri, dell’umano e del divino.La costruzione risale a prima del 1260 e ospitava all’interno un grande monumento sepolcrale , poi demolito. Fina Buzzaccarina progettò di fare del Battistero un mausoleo per se stessa e per il marito e affidò l’incarico di decorare l’interno a Giusto de’ Menabuoi che già aveva dato prova di sé con le pitture nella cappella di Sant’Agostino agli Eremitani che gli procurarono addirittura la cittadinanza padovana. Giusto fece aggiungerer un secondo tamburo per dare spazio al meraviglioso “paradiso pittorico”. Nel Quattrocento poi fu costruito un portichetto, all’entrata dell’attuale piazza. L’entrata al Battistero avveniva dal chiostro dei canonici; da questa parte il pittore ha prospettato lo svolgimento delle scene sulle pareti, con l’altare in fondo, le sequenze dell’Apocalisse e lo stupendo polittico ed è da qui che va osservato e letto il ciclo pittorico, la cui lettura non è soltanto in senso orizzontale ma anche verticale, ad esempio sotto la mandorla della Madonna c’è la creazione del mondo, sotto la redenzione del mondo (crocifissione) e ancora sotto l’altare.Al centro del Battistero sta il fonte battesimale (opera di Giovanni da Firenze) con la statua lignea del Battista; sorge forse dove un tempo era collocato il sarcofago di Francesco il Vecchio da Carrara, demolito dai Veneziani dopo il 1405 con la conquista di Padova. Giusto affrescò completamente l’interno del Battistero, che sicuramente nel 1378 era finito, e probabilmente decorò almeno parzialmenteanchge l’esterno a riquadri isolati: vediamo ancora la sinopia di una samaritana al pozzo.Elena Milanato II F